La Dinamo da costruire

La Dinamo da costruire

Potrebbe suonare strano dopo tre sconfitte consecutive e un inizio difficile, ma la Dinamo vista ieri sera secondo noi è la migliore della stagione. Ci sono dei problemi oggettivi dettati anche da eventi purtroppo incontrollabili, delle differenze e delle mancanze che paghi caro, ma il lavoro, la fiducia, la capacità di resilienza di questo gruppo saranno fondamentali per ribaltare la situazione e tornare ad essere vincenti. Le certezze del finale di stagione scorsa sono state minate dal precampionato in emergenza tra infortuni e giocatori che non si sono potuti inserire immediatamente. La squadra ha combattuto, ha sofferto, ma ha perso pezzi importanti che le sono costati anche un trofeo, vedi Stefano Gentile nel secondo tempo della finale con la Virtus Bologna. Il calendario non ha certo aiutato, incontrare Varese dopo due partite in 48 ore, squadra che fa del ritmo, della corsa, della voglia di attaccare il suo mantra, non è stato assolutamente facile, così come Malaga con quattro partite in otto giorni. Non sono giustificazioni o scuse, ma dati di fatto. Nell’esordio di BCL è sembrato di perdere con tutto il rispetto da una squadra cipriota, la Dinamo ha giocato alla pari con una corazzata che può arrivare fino in fondo, dove il dodicesimo uomo è Ejim che ha giocato ad altissimo livello o in un match dove giocatori di Eurolega come Thomas e Lima fanno virgola. È palese la forza, la fisicità di una squadra che impone quel ritmo per 40’. Onuaku ha giocato una partita straordinaria contro avversari durissimi, Robinson e Bendzius a sprazzi, Jones in ripresa (bisogna assolutamente tenere conto che se salti tutta la preparazione e rientri da zero per le partite, devi poter avere il tempo e la pazienza di aspettarlo), in generale la Dinamo ha costruito situazioni interessanti, ha lottato, ha messo della qualità. Poi arrivo già al prossimo punto, quello che i tifosi sollevano con più fervore, se si vogliono fare due competizioni bisogna avere dodici giocatori veri. Esatto se hai 10 milioni di budget, perché se non fai le coppe europee i giocatori buoni non vengono a giocare per te a meno che non fai come in Russia dove ti ricoprono d’oro, se hai un budget X devi pensare di poter magari riuscire a confermare Robinson, Bendzius o prendere un centro come Onuaku, non puoi prenderne dodici così come Malaga, è semplice non esiste proprio discussione, il miracolo è stato fare nove finali in dodici anni di serie A con sei trofei conquistati. Il bello dello sport è che Raspino (che l’anno scorso giocava in A2) può marcare Dedovic, che è reduce da anni di Eurolega, questo è il segreto che ha sempre fatto grande la Dinamo. Quindi nessuna sorpresa se al 35’ Malaga fa il break perché dopo il time out escono quattro giocatori di alto profilo europeo o se dopo la partenza 21-6 sotto, cambia tutto il quintetto e recupera asfissiandoti a livello di intensità, è la legge del basket. Se hai tutti in condizione al 100%, se non hai assenze o se vai oltre i tuoi limiti te la puoi giocare e il Banco lo ha fatto per quasi tutta la partita, lo ha capito anche Navarro, innervosito dal rischio di perdere un match alla portata. Bisogna avere equilibrio e pazienza, capire il momento, le situazioni, analizzare i fatti, gli avversari, quello che stai facendo e cercando di costruire. La cosa certa è che abbiamo un grande allenatore che ha dimostrato con lo spessore umano, la conoscenza del basket e i fatti di essere un valore aggiunto per Sassari. Magari dopo dodici anni con in pratica undici playoff (l’unico non disputato per il Covid, al momento dello stop la Dinamo era 2^), un nono posto per differenza canestri e mai una stagione in discussione, forse bisognerebbe vedere il bicchiere mezzo pieno, soprattutto dopo una partita come quella con Malaga.